
LA DIFFERENZA – Come accade da sempre, gli esiti del sorteggio dipenderanno dalla fortuna. E poco influirà l’ordine delle fasce: perché in fondo la prima e la seconda – come vedremo – si equivalgono nella forza dei club; e alla terza non manca poi molto per sovrapporsi alle prime. È il caso di annotare però che la Juve di Max Allegri sarà inclusa nell’urna delle teste di serie e quindi eviterà squadroni come il Real Madrid, il Bayern Monaco, il Benfica, il Chelsea, lo Shakhtar Donetsk, il Monaco e lo Spartak Mosca. Invece, per una questione di coefficienti Uefa, la Roma di Eusebio Di Francesco e il Napoli di Maurizio Sarri decolleranno dalla terza: per cui di certo non pescheranno il Tottenham, il Liverpool, il Basilea, l’Olympiacos, l’Anderlecht e il Besiktas, però correranno comunque il pericolo di sprofondare in un girone d’inferno più che di ferro. Per cogliere meglio i contorni del quadro, basta provare a disegnare due tipi di gruppo: uno proibitivo, l’altro facile facile. Allora. Per la Juventus, l’incubo sarebbe un girone costituito dal Barcellona, dal Tottenham e dal Feyenoord; il sogno, viceversa, un gruppo che abbracci il Porto, il Besiktas e il piccolo ed esordiente Lipsia. Quanto alla Roma e al Napoli, dello scenario si sono già preoccupati tifosi e dirigenti in sintonia. L’ipotesi peggiore sarebbe un raggruppamento in cui fossero condensati il Real Madrid o il Bayern Monaco; il Psg di Neymar, il Barcellona oppure uno dei Manchester; e il Celtic o lo Sporting Lisbona. Da lasciar perdere… Però Di Francesco e Sarri sperano e d’altronde non sarebbe impossibile ritrovarli in un gruppetto insieme allo Spartak Mosca, al Porto e al Qarabag. Quasi da Europa League, a pensarci bene.
LA RESPONSABILITÀ – A giocare si inizierà dal 12 settembre, mentre la finale sarà a Kiev il 26 maggio. Arrivarci sarà un viaggio pazzesco. Così, come si diceva, sarà Totti a orientare il camminare europeo delle squadre italiane, e non soltanto. Per una particolare coincidenza, gli capiterà in sorte, ancora una volta, la responsabilità di riscrivere il destino della Roma e delle avversarie. Lo fa da una vita, del resto – e di smettere non ha intenzione. Né mai vorrà.










