
Lo scambio è solo l’ultimo di una sfida senza quartiere in piedi da tre mesi. Il trasloco del duo Spalletti-Sabatini all’Inter ha aperto un match durissimo. Le società si sono tagliate la strada sul mercato. I nerazzurri avevano puntato Rudiger e soprattutto Nainggolan, designato top player dell’Inter a inizio estate. Obiettivi inseguiti e sfumati, prima dell’ultimo confronto sanguinoso su Schick. L’Inter ha puntato sul giocatore già a maggio e prima se l’è visto sfilare dalla Juve che l’ha poi rifiutato, ora rischia di perderlo un’altra volta per l’offerta della Roma che ha qualche liquidità in più dei nerazzurri, fermi a un prestito con obbligo. Il caso Schick (ci è tornata su anche la Juve) si risolverà a giorni, ma il giocatore potrebbe anche restare alla Samp per un anno e andare poi a Torino.
Per colpa della retromarcia di Suning che a inizio agosto ha chiuso i rubinetti, il mercato dell’Inter si è inaridito. Spalletti è lucido quando dice «non dipende dai direttori (Ausilio e Sabatini, ndr ) se si pensava di arrivare a una certa quota, ma poi non è stato possibile farlo». Partita a caccia di campioni, pensando di avere un budget cospicuo, l’Inter ha poi dovuto virare e accontentarsi. La Roma sembrava pronta a smantellare, alla fine però ha trattenuto Nainggolan e Strootman e scelto due nuovi terzini. Nella serata dei destini rovesciati e dei lunghi coltelli, c’è però un ritorno che fa tutti felici: Florenzi è di nuovo convocato.
Al centro di un labirinto pieno di sfide (da non tralasciare il confronto Dzeko-Icardi), Roma e Inter è soprattutto il primo scontro diretto del campionato. Spogliata delle rivalità esterne, il match è un test sul valore delle due, vittoriose all’esordio, seppure per vie differenti. Liscia e bella l’Inter, sofferente e tenace la Roma. Di Francesco scansa il paragone con Spalletti («è uno dei migliori») e punta al succo: «La prima in casa è sempre la prima. Voglio una qualità maggiore nel nostro modo di giocare, specialmente offensivo. Ai miei calciatori chiedo di dare tutto». È la stessa richiesta di Spalletti. «Ci sono occasioni che capitano e non si ripresentano: dimostriamo di essere squadra». Vediamo chi lo è.










