
Si può dire che la sconfitta non deve demoralizzare Di Francesco, perché la Roma ha creato molto e può sicuramente recriminare su un netto contatto Skriniar-Perotti in area, sul quale Irrati non ha voluto ricorrere alla Var. La Roma è partita con un 4-1-4-1 che permetteva a De Rossi di controllare Borja Valero e a Strootman e Nainggolan di giocare più centrali e inserirsi anche in zona tiro; è andata in vantaggio con Dzeko (bell’assist di Nainggolan) e ha dominato sulla fascia sinistra con Kolarov e Perotti, che sono passati sempre contro D’Ambrosio e Candreva; ha chiuso con il 4-2-3-1 nell’assalto finale che poteva portare al 2-2 di Nainggolan (solo davanti a Handanovic, ma ha alzato sopra la traversa) e che invece è costato anche il 3-1. Semmai bisogna capire se il crollo nell’ultima mezzora è stato anche psicologico o solo fisico. Allo stesso modo si deve dire che il successo di ieri sera può cambiare la stagione dell’Inter. I nerazzurri non vincevano all’Olimpico, contro la Roma, dal 19 ottobre 2008 (doppietta di Ibrahimovic, Stankovic e Obinna). Esserci riusciti con Spalletti in panchina ha un valore doppio. Adesso il tecnico può chiedere ai suoi giocatori di buttarsi nel fuoco delle sue idee di gioco e loro non avranno paura di bruciarsi. All’Inter manca ancora qualcosa per essere al top e non sempre i pali potranno aiutare Handanovic come hanno fatto ieri, ma i campionati passano da boe simboliche e la partita di ieri era una di queste. La Roma, almeno così pare, ha vinto la partita di Schick, ma quella che dava tre punti è andata a Spalletti.










