
Monchi si è detto soddisfatto del mercato: «Tutte le rose possono essere migliorate, però occorre avere gli strumenti finanziari. La Roma ha fatto il massimo ma tutte le squadre, anche il Real di Zidane o il Barcellona di Guardiola, possono essere migliorate. Il mio voto è più che sufficiente, ma dovrò studiare di più il prossimo anno (ride, n.d.r.). Non sono pienamente contento perché sono ambizioso per natura. Ho battuto Sabatini? Non è un duello con lui, mi resta molto lavoro da fare per avvicinarmi alle sue capacità».
La cosa certa è che il suo predecessore avrebbe portato volentieri a Milano l’attaccante ceco, che invece ha preferito la Roma sia all’Inter sia alla Juventus. «Non voglio parlare del perché non sono andato alla Juve – le parole di Schick, che ieri pomeriggio si è allenato con i suoi nuovi compagni e oggi incontrerà i tifosi al Roma Store di via del Corso -: non sono deluso, il calcio è così. Sono qui, la Roma ha le stesse ambizioni dei bianconeri e sono contento. Non sento il peso dei 42 milioni spesi per me, io sono qui per giocare e mi sento pronto. Non vedo l’ora di scendere in campo già contro la Chapecoense. Il mio ruolo? Mi sento centravanti, ma non ho problemi a giocare a destra perché tendo ad accentrarmi col mancino». In molti, compreso il suo ex tecnico Giampaolo, gli avevano sconsigliato la Roma: «Può essere che abbia detto qualcosa del genere, in ogni caso la decisione è stata mia. Con Totti ci siamo scritti, mi è arrivato un messaggio, ma quello che ci siamo detti resterà un nostro segreto. Indossare la maglia numero 10? Francesco è unico, nessuno sarà mai come lui. Niente paragoni, nemmeno con Dybala che è un top player. Ma io sono Schick».










