
DIFESA – Prendi Fazio, ad esempio. L’argentino è evidentemente dietro nelle gerarchie di inizio stagione nel reparto dei centrali, ma nulla va dato per scontato, specie se Vermaelen dovesse continuare a mostrare qualche lacuna come nelle prime partite. Almeno fino a quando non rientrerà Rüdiger, che tra fine mese e inizio ottobre tornerà ad allenarsi con i compagni. Che Roma ritroverà? Che ruolo gli affiderà Spalletti? Occhio alla posizione di terzino destro, se è vero che il tecnico considera Bruno Peres molto più di un’alternativa anche a sinistra, lì dove avrà modo di crescere anche Emerson (solo dopo aver scontato le due giornate di squalifica).
CENTROCAMPO – Qui le rotazioni saranno benvenute e magari tireranno dentro anche Florenzi. Di sicuro Gerson avrà l’occasione di capire la Roma e il calcio di Spalletti. E lo stesso Paredes, complici pure l’infortunio e la squalifica di De Rossi, dovrà accelerare il suo processo di crescita. Processo che fa rima con esame: o si prende la Roma in maniera stabile, oppure rischia di restare una semplice alternativa.
ATTACCO – E poi Totti e Iturbe, su tutti. Pure su El Shaarawy, fin qui rimasto in disparte ma destinato comunque a trovare spazio. Il tour de force regalerà invece minuti importanti a Iturbe, che Spalletti è curioso di vedere all’opera con una certa continuità prima di bocciarlo. E da qui fino al 2 ottobre non mancherà l’esordio stagionale di Totti: aspettarsi magie non sarà chiedere troppo. Aspettarsi sempre la stessa Roma, invece, sarebbe sbagliato.










