
ENIGMA FLORENZI – Anche El Shaarawy rischia di restare fuori, più di Florenzi. In questo inizio di stagione il Faraone non ha convinto e a Cagliari è stato sostituito nell’intervallo, scelta che equivale a una bocciatura. Per tutto il primo tempo Spalletti si era sgolato per far capire all’ex milanista di fare i movimenti giusti. Difficile pensare a una sua conferma, soprattutto se Florenzi dovesse entrare in concorrenza nel ruolo di trequartista. Molto dipende però dalle condizioni di Perotti, che solo ieri è tornato ad allenarsi con i compagni, dopo aver svolto lavoro ridotto per un infortunio riportato una settimana fa nell’amichevole contro il San Lorenzo. Gli altri dubbi di formazione dovrebbero essere risolti in favore di Szczesny, che sembra essere ancora preferito ad Alisson, tornato nella Nazionale brasiliana. E anche Dzeko ha buone chance di essere confermato. Totti, che era stato il più brillante nell’amichevole contro gli argentini di sei giorni fa, può essere preso in considerazione nel corso della partita, come nel rush finale dello scorso campionato. Aspetta ancora di fare il suo esordio stagionale, finora è rimasto sempre in panchina, ha recuperato completamente dall’infortunio alla caviglia che lo aveva costretto a saltare la trasferta di Cagliari. Difficile pensare a un ritorno alla difesa a tre, provata da Spalletti dall’inizio solo nelle prime partite del suo ritorno sulla panchina giallorossa.
GIA’ SUCCESSO – Non sarebbe la prima volta che la Roma scende in campo senza italiani in campo, è già accaduto nella passata stagione. Uno solo anche contro l’Udinese (El Shaarawy), nella prima giornata di campionato. C’era una volta la Roma dei romani, ai tempi di Carlo Mazzone allenatore, non una secolo fa. Oggi i romani sono solo tre e sono ai vertici della gerarchia per la fascia di capitano. Senza di loro in campo la fascia toccherebbe a Strootman.










