
SILURO – La storia di questa strana rivalità parte nell’inverno del 2014, nel mezzo della prima stagione italiana: semifinale di Coppa Italia all’Olimpico, Strootman piazza un sinistro da lontano dei suoi che si assopisce in rete sotto l’incrocio dei pali, zona Curva Nord. La Roma di Garcia vince però solo 3-2 e al ritorno al San Paolo viene travolta. Strootman, a cui di certo non fa difetto la partecipazione emotiva alle partite, si innervosisce un po’ e viene espulso per proteste dall’arbitro Rocchi che lo aveva appena ammonito.
DOLORE – Ma la prima gita napoletana è nulla in confronto a quello che accadrà meno di un mese dopo, curiosamente ancora con Rocchi arbitro: tornato acciaccato da una partita della nazionale olandese, Strootman si rompe due volte nei primi minuti. E la seconda è fatale: è saltato il crociato. Da quella notte di marzo, amara anche per la Roma che perde 1-0 con molti rimpianti per un gol di Callejon, saranno due anni di inferno, con tre operazioni allo stesso ginocchio e una ripresa lentissima.
CERCHIO – Ma siccome il destino è strano, ecco che nello scontro diretto per il secondo posto della scorsa stagione all’Olimpico, ancora Strootman segna il gol della speranza negli ultimi minuti. La Roma perderà lo stesso (2-1) ma tenendo a proprio vantaggio gli scontri diretti che possono essere decisivi per la classifica finale. Morale: Strootman al Napoli ha fatto già 2 reti nonostante il ruolo (centrocampista) una carriera italiana abbastanza breve, causa problemi fisici. Soltanto agli olandesi del Willem II ha segnato di più, tre volte tra Sparta Rotterdam e Psv Eindhoven.
LEGAME – Ma Roma-Napoli per lui è anche una questione di amicizia. Dall’altra parte troverebbe un caro amico che ha conosciuto e apprezzato proprio a Eindhoven, Dries Mertens. I due si sentono ancora spesso (parlano tutti e due olandese, anche se Mertens è belga) e si stimano a vicenda. Strootman in particolare non è sorpreso dei progressi del collega, diventato uno dei più forti centravanti della Serie A, perché già ne aveva intuito le qualità al Psv.
STRETTA – In questi giorni l’umore non è dei migliori. Da capitano dell’Olanda avrebbe voluto giocare le ultime due partite del girone di qualificazione che decideranno il futuro mondiale. Ma quando ha capito di essersi fatto male (prima di Milan-Roma, in campo ha solo peggiorato la situazione) ha concordato con lo staff medico della nazionale di non partire. Una rinuncia dolorosa che però potrà garantirgli un recupero più facile e veloce.










