
Cosa le dice in questo momento la classifica? «Che la Juve è ancora la favorita. A me dispiace non aver giocato con la Samp. Non è detto che avremmo vinto, però quella partita in meno si vede in classifica e infastidisce dal punto di vista psicologico. Peserebbe di meno se battessimo il Napoli».
Dopo l’Atletico Madrid, ha affrontato bene la critica di Dzeko… «In quella gara ha toccato due palloni. Anche per demerito suo. Delle volte a caldo si dicono cose sbagliate. Io analizzo la partita con la squadra due giorni dopo per parlare a mente fredda. Il problema è che un allenatore nuovo ha bisogno di tempo per farsi capire. Nel calcio bisogna fare subito i risultati, ma dopo pochi giorni di ritiro è cominciato la tournée. E non potevo cambiare i programmi fissati da tempo. Non abbiamo avuto la possibilità di crescere nella maniera giusta. Poi sono iniziate le critiche. Hanno anche detto che non lavoro nella fase difensiva ma chi era in ritiro sa che ogni allenamento dedicavo 40’ alla linea».
Sta arrivando Schick… «Intanto mi piacerebbe poterlo allenare. Si vede che ha l’istinto del campione. Non è solo una prima punta ma diventerà una grande punta centrale. Quando sarà pronto dovrò adattare la Roma alle sue qualità. Schick ama partire dal centro destra».
È ancora convinto della scelta Roma? «Da calciatore scelsi la Roma perché convinto dal presidente Sensi. Avevo opzioni anche più importanti. Anche stavolta avevo altre possibilità, ma è stata una scelta di sentimento. Come allora. Con altre società non era scoccata la scintilla».










