
L’AFFONDO – È nervoso. Il ko non gli va giù. La Roma deve ancora recuperare una partita ma il Napoli è già a +9. E quando gli chiedono le cause di queste difficoltà, Di Francesco non si nasconde: «Abbiamo un po’ troppe assenze per cambiare in corsa. Un pizzico di sfortuna c’è stata, ma davanti abbiamo una squadra che ha qualcosa in più di noi dal punto di vista dell’abitudine. Hanno meccanismi più collaudati, calciatori che giocano con continuità e non hanno gli infortuni che abbiamo noi. Troppi ko muscolari? C’è un po’ di casualità, ci sono le nazionali, perché non si fanno tutti male qui. C’è il fatto che se mi alleno dall’inizio coi giocatori già presenti è diverso. Se prendo giocatori a fine mercato… Se prendi Schick che ha fatto tre allenamenti ad esempio, c’è il rischio che si faccia male. Karsdorp viene da un infortunio al ginocchio, rientra e ha piccoli problemi e questo ci sta togliendo qualcosa. Sicuramente non avere delle alternative non è un grandissimo aiuto, ma non voglio diventi un alibi». L’analisi però è lucida e impietosa. Quello che racconta Di Francesco è semplicemente la verità. Basti pensare che la Roma, a metà ottobre, con 8 giornate di campionato e 2 turni di Champions alle spalle, ancora non può usufruire dei due acquisti da 90 del mercato estivo: Karsdorp e Schick. E non potrà farlo nemmeno mercoledì a Londra dove alla lunga lista degli assenti si aggiunge Manolas: «Si è fatto male quando ha lasciato palla a Mertens, è caduto e ha sentito una fitta forte all’adduttore. Mi auguro che non sia importantissimo, ma per quella che è stata la dinamica credo sia impossibile vederlo col Chelsea in campo».
PALLOTTA A LONDRA – Potrebbe invece essere presente sugli spalti il presidente Pallotta, atteso nella City. Dove Kolarov partirà per l’ennesima volta titolare in stagione: «Napoli in fuga? Ora sono in testa ma bisogna giocare per altri 7-8 mesi», prova a rassicurare il serbo. Non sarà una fuga, ma dopo 8 giornate sembra già lontanissimo.










