
Anche la Roma, però, ha bisogno di un colpo d’ala. Il cammino in campionato, fin qui, è da sufficienza molto risicata. Pesano i due scontri diretti persi contro Inter e Napoli, rischia di farsi strada l’impressione che non sia anno da imprese ma che il vero obiettivo sia la qualificazione alla prossima Champions, anche con un benedetto quarto posto. Un sentimento che Eusebio Di Francesco, però, non condivide: «Non firmo per un pareggio contro il Chelsea, darei un messaggio sbagliato alla mia squadra. Non bisogna accontentarsi, voglio il massimo. Contro il Napoli abbiamo sbagliato l’approccio alla partita, ma nella ripresa abbiamo fatto meglio e dobbiamo tenere questa parte della gara, cercando di allungarla a 90 minuti. Nel calcio si vuole tutto e subito, ma io non la penso così. C’è un percorso da seguire, questo gruppo ha motivo di essere soddisfatto. Perdere non piace a nessuno, ma il risultato va contestualizzato: stiamo crescendo e in serie A la nostra è una delle migliori difese. Detto questo voglio una squadra focalizzata sul match di stasera».
La ricetta per fare l’impresa è una sola, anche se difficile: «Il calciatore deve avere tre qualità: tecnica, psicologica e fisica. Per me, però, si parte sempre dalla corsa. In Champions si gioca a un ritmo superiore, per cui dobbiamo partire da lì. Dalla corsa si passa alla parte tecnica». Servono più gambe che esperienza, allora? In questo caso non è improbabile una piccola rivoluzione, con Cengiz Under al posto di Florenzi e Gonalons al posto di De Rossi, con la possibilità di fare cambi in corsa. Oppure le due «riserve» saranno usate solo in corso d’opera? Non è semplice fare una scelta perché il Chelsea ha un’esperienza internazionale superiore e ha recuperato anche Morata.










