
A due settimane dal quarantesimo compleanno, Francesco dimostra di stare bene e il ritiro dal calcio appare sempre più lontano. «Se sto così, perché devo smettere?». Domanda che si fa anche Spalletti, dandosi una risposta decisa: «Se Totti si allena e gioca come sta facendo ora, per me non smette, non l’ho mai visto allenarsi con l’entusiasmo di oggi, manco nel mio primo periodo romano e ve lo dicevo già in ritiro che non avrebbe smesso». Semmai, Luciano, ha il problema del resto della squadra. «Facciamo uno spezzone bene, un altro male e dobbiamo sterzare da un momento all’altro. Serve trovare un equilibrio, con la partecipazione dello stadio, come nel secondo tempo, trovando almeno un altro Totti in rosa. Non basta solo un leader in squadra per battere i colossi del nostro campionato, ce ne vuole più di uno e io voglio trovarne altri, far crescere altri, abbiamo bisogno di personalità come lui. I giocatori mi devono far vedere qualcosa di diverso. Come si cresce un leader? Facendo delle forzature, responsabilizzando la squadra facendole credere che si possa giocare anche senza Totti». Spalletti difende poi con energia il rigore di Dzeko. «È netto, perché lui in altre occasioni è rimasto in piedi e gli hanno dato del pollo. È uno che non cade mai, è lealissimo. Ha controllato palla, poggiava il piede a terra, e quello lo scianca. Calcio pieno, pedata netta, non voglio sentire discussioni». Evita la polemica, Dzeko, un gol e un rigore procurato. «Abbiamo preso i tre punti, il resto lo lascio stare». Sulla vittoria, poi: «Nella ripresa potevamo fare 7-8 gol, siamo scesi in campo con la mentalità giusta, il portiere della Samp ha fatto parate pazzesche. Abbiamo un problema di mentalità, serve restare sempre concentrati. Totti? È facile giocare con lui, regala palle fantastiche, sembrano avere gli occhi. Spero accada più spesso di giocare insieme». Sul finale, la convinzione di Pallotta e Florenzi: «La Roma del secondo tempo può battere chiunque.










