
La vittoria contro il Bologna è comunque importante per almeno tre motivi: 1) per la prima volta il tecnico abruzzese ha rinunciato a Kolarov, risparmiato per la gara contro il Chelsea di martedì, come Nainggolan e Perotti (per un’ora); 2) Di Francesco ha avuto buone risposte da Florenzi come terzino destro e, inaspettatamente, anche da Bruno Peres schierato a sinistra contro Verdi (ma il brasiliano si è infortunato nella ripresa, visto che la Roma è ormai un General Hospital); 3) è tornato al gol El Shaarawy, con un bellissimo tiro al volo di sinistro, il suo piede meno «forte», finito nell’angolo alto e capace di strappare un sorriso in tribuna a Francesco Totti, che di colpi di classe se ne intende. Donadoni ha provato a mettere in difficoltà la Roma, verso la mezzora, mandando Di Francesco junior (ottima gara) a fare la punta centrale, con Petkovic spostato a destra e Verdi dirottato a sinistra. Al Bologna, però, è mancato tantissimo Palacio, che con Verdi (ieri molto in ombra) e Di Francesco può formare un attacco mobile, tecnico e pericoloso. Né Petkovic né quel che resta di Destro sembrano soluzioni adatte a sognare qualcosa di più di un’onesta e veloce salvezza. La Roma, martedì, affronterà il Chelsea in una gara che può già essere decisiva per la qualificazione agli ottavi di Champions e lo farà con un ossimoro: una squadra fresca ma decimata dagli infortuni contro un grande avversario. Il problema in campionato, invece, è che nessuna delle prime perde punti e, così, diventa difficile recuperare terreno. Lo si potrà fare solo negli scontri diretti, ma per vincerli servirà qualcosa in più.










