
RUOLINO – Sette partite su dieci con Alisson che festeggia un clean sheet – in Europa meglio solo lo United con 8 partite con la porta inviolata – sono il frutto di un lavoro specifico sul reparto difensivo che a Trigoria non ricordano così specifico dalle prime settimane di Luciano Spalletti, appena subentrato a Rudi Garcia. In quelle prime settimane del 2016 il tecnico toscano si mise sul campo a spiegare personalmente e singolarmente l’atteggiamento difensivo da tenere, ad iniziare dalle posture. Poi, con il passare dei mesi, Spalletti allentò la presa sull’assetto difensivo. Ecco: Di Francesco è tornato a spingere su quel tasto lì. «Sì, è vero, ci lavoriamo molto, all’inizio c’erano state alcune difficoltà – ha raccontato l’allenatore giallorosso –. Ora, invece, i risultati sono sotto gli occhi di tutti. La squadra è cresciuta nelle aggressioni, non quelle basse ma alte: il lavoro dei centrocampisti e degli attaccanti permette alla linea di difesa, anche se composta da giocatori individualmente non velocissimi, di rimanere alta, così da leggere bene ogni situazione».
TORNA KOSTAS – E l’altra cosa che sorprende, è che per scelta o necessità Di Francesco è stato di fatto costretto a cambiare quasi sempre la linea, intesa come componenti. Insomma, neanche il tempo di «conoscersi» e poi lasciarsi. In tal senso, da domani sera (contro il Chelsea) dovrebbe tornare Kostas Manolas, sulla carta il punto fermo del reparto centrale. Ed allora, se tanto mi dà tanto, facile che quei numeri possano diventare ancora più belli di oggi. Altro che sorprese, però…










