
La coppia con il bosniaco funziona alla grande. Tra infortuni e decisioni tecniche hanno giocato poco insieme, soltanto 7 partite di campionato per un totale di 156 minuti. Con Totti e Dzeko insieme la Roma ha guadagnato 12 punti in classifica: Frosinone-Roma da 0-0 a 0-2, +2 punti; Roma-Fiorentina da 4-1 a 4-1, =; Atalanta-Roma da 3-2 a 3-3, +1 punto; Roma-Torino da 1-2 a 3-2, +3 punti; Genoa-Roma da 2-1 a 2-3, +3 punti; Milan-Roma da 1-2 a 1-3, =; Roma-Sampdoria da 1-2 a 3-2, +3 punti. Anche in questo caso, fatti e non opinioni.
Il presidente James Pallotta, domenica, si era un po’ preoccupato per il campo bagnato prima che Totti tirasse il rigore. Ma come può avere paura un calciatore che, reduce da un terribile infortunio, con una placca e le viti al perone, ha battuto al 90’ il rigore decisivo di Italia-Australia nel Mondiale 2006, poi vinto dagli azzurri? Sarà davvero l’ultimo anno di Totti calciatore? Il Capitano ha firmato un contratto da 1,2 milioni più bonus personali e di squadra, con diritti d’immagine lasciati in gran parte al club. Nell’accordo con Pallotta c’è anche un futuro da dirigente operativo fino al 2023, a 600 mila euro all’anno. Visto il Totti attuale la scrivania può attendere. I dirigenti di Trigoria cambieranno idea? Spalletti, sempre poco tenero con i media, dice che sono i giornalisti a volere che Totti smetta. Peccato che non siano stati loro a titolare frettolosamente così, sul sito ufficiale della Roma, l’accordo del giugno scorso: «Francesco Totti indosserà la maglia della Roma per un’ultima stagione». Totti serve in campo perché il migliore è ancora lui. E perché dopo la partenza di Pjanic per la Juventus, sacrificato al Financial Fair Play, c’è ancora più bisogno della classe, della fantasia e del carisma del più forte calciatore che la Roma abbia mai avuto.










