
PALLOTTA ESULTA – Sembra un primo cerchio che si chiude. «Questa è una serata fantastica», è il messaggio che manda James Pallotta: ovvio, mai la sua Roma è stata così bella in Europa, stretta tra pareggi col Bate Borisov, imbarcate al Camp Nou e disastri da playoff. «Ma vorrei che questa serata fosse un punto di partenza», ammonisce Di Francesco. La frase più saggia, perché da queste parti si fa presto a passare dal «pensiamo solo all’Europa League» al «ma adesso chi peschiamo agli ottavi?». «I ragazzi ci hanno messo un po’ di tempo a capire il mio gioco, ma ora stiamo raccogliendo i frutti del lavoro — aggiunge Di Francesco —. E vale sia per chi ha giocato stasera, sia per gli altri. Non ho rivincite da prendermi, credo in quello che propongo. Non è la mia vittoria, è la vittoria di Roma e della Roma. Sì, ora sono felice, abbiamo dimostrato che con il pensiero collettivo possiamo giocarcela davvero con tutti». Persino riduttivo, forse: «Mi aspettavo questo modulo e questa formazione da parte del Chelsea,sapevamo di poter soffrire e così è stato nel primo tempo — ancora l’allenatore —. Ma sapevamo anche che nelle ripartenze avremmo potuto far male: così è stato. In fondo, le grandi squadre devono saper soffrire, noi abbiamo dimostrato di essere in grado di farlo. Questa è una grandissima serata, è una soddisfazione che la gente meritava, che i ragazzi meritavano».
FORMAZIONE «ANTICA» – E poi DiFra svela come è arrivato alla scelta della formazione: «Se vedete, ho deciso di schierare quasi tutti i giocatori che c’erano lo scorso anno con Spalletti (tutti tranne Kolarov, ndr), l’ho fatto anche perché era giusto regalare loro una serata così». Serata che fa sognare: «Ci stiamo avvicinando a un risultato importante, ma è ancora presto. Dal pareggio con l’Atletico alla doppia sfida con il Chelsea siamo cresciuti, ma è un processo mentale ancora in corso. Mi piace l’Europa, non è facile fare tre punti contro nessuno e tutti lottano con lo stesso obiettivo. Ecco, noi giocheremo ogni partita per vincere». Se n’è accorto pure Conte.










