
IL SOGNO MONDIALE – Oggi Diego si sta riprendendo tutto con gli interessi. La rete di domenica contro i viola, conferma un trend positivo. Perché l’enigma del quale non si riusciva a venire a capo sino a poche settimane fa, era come un calciatore della sua qualità, segnasse così poco su azione. Ora in quattro giorni è andato a segno due volte. Una con il destro, l’altra con il sinistro. Una spiegazione prova a fornirla il diretto interessato: «Di Francesco mi chiede di prendere palla e buttarmi dentro le linee, cosa che in precedenza non facevo quasi mai». Insieme alla prolificità, cresce anche la considerazione che hanno di lui gli avversari. Non è un caso che alla vigilia del match con la Fiorentina, il portiere Sportiello a Il Messaggero, dovendo indicare un calciatore che avrebbe tolto a Di Francesco, ha fatto il suo nome. Non quello di Dzeko, Nainggolan o Kolarov. Ma quello di Perotti: «Ha i colpi da fenomeno. E quando tira ti prende sempre il tempo, è imprevedibile». È un momento felice per Diego. Primo posto nel girone di Champions, ritrovata centralità nel progetto-Roma, nei prossimi mesi sarà papà per la seconda volta, già tre gol stagionali (più due pali) e convocazione della Seleccion dopo 6 anni di astinenza, condivisa con l’amico fraterno Fazio. Ha due amichevoli per lasciare un segno. Il ct Sampaoli lo apprezza ma nell’Argentina la concorrenza è spietata. Perotti non ha paura. Dopo essersi preso la Roma, vuole giocarsi le sue carte anche in nazionale, che è stata grande grazie al suo amico Maradona. Consapevole che a 29 anni, in ottica mondiale, è l’ultimo treno da non lasciarsi sfuggire.










