
I PROBLEMI – Sono nodi che dovrà sciogliere la conferenza dei servizi, che però ancora non è stata riconvocata anche se si è riunita l’ultima volta il 29 settembre, un mese e mezzo fa. Il Dipartimento Urbanistica del Campidoglio nel frattempo ha deciso di avviare la procedura per gli espropri. Si tratta di terreni da confiscare per costruire le opere di «pubblica utilità interessate dalla realizzazione del Progetto Nuovo Stadio in località Tor di Valle», si legge nell’avviso del Comune. Un documento simile era stato pubblicato a ottobre del 2016, con un elenco delle aree da espropriare. Poi però, a febbraio, il progetto è stato modificato per l’ennesima volta, e dopo l’accordo tra la giunta M5S e i privati, gli elaborati sono cambiati ancora. «La variazione del progetto – c’è scritto nel documento dell’Urbanistica comunale – interessa alcune particelle catastali», ecco perché è stato sfornato un nuovo avviso. Nell’elenco dei terreni da confiscare c’è un po’ di tutto: aree del Demanio statale, dell’Anas, di società private e di semplici cittadini, come gli eredi dell’ex presidente giallorosso Francesco Marini-Dettina, numero uno della Roma dal 1962 al 1965.
AZIONI LEGALI – C’è chi valuta il ricorso, considerato che la procedura di esproprio è stata avviata quando il progetto non è ancora stato approvato, e chi invece si è già mosso con un’azione legale. Come la società Cogemi, proprietaria di alcuni terreni, che si è rivolta al Tar sostenendo che col progetto sarà impressa una destinazione urbanistica da cui uscirebbe danneggiata e lamentando di non essere stata contattata per partecipare al procedimento. Il caso deve ancora essere valutato nel merito dai magistrati amministrativi, che per il momento hanno negato la sospensione della delibera con cui l’Assemblea capitolina, il 14 giugno scorso, ha approvato a maggioranza l’interesse pubblico del progetto.









