
NIENTE LIMITI – E allora conterà anche questo nel derby di domenica. «La Roma è in crescita – dice Di Francesco – Peccato per la sosta, speriamo di ripartire con lo stesso spirito con cui abbiamo finito. Sarà una partita di alta classifica, Simone Inzaghi sta facendo davvero un ottimo lavoro. Schick è una prima o una seconda punta, che ha dato il meglio di sé partendo dal centrodestra. Il campo è grande, uno bravo come lui saprò dove metterlo. Lo scudetto? Non ci poniamo limiti. Il Napoli ha eccellenti meccanismi e un ottimo allenatore, ma la Juventus è ancora la squadra da battere. Per noi sarebbe bello stare in alto il più a lungo possibile, ma la strada è ancora lunga». In questa strada lo stanno aiutando Morgan De Sanctis (tornato per fare il team manager) e Totti, soprattutto nei rapporti interni. «Francesco non sa ancora cosa fare da grande, il percorso per capire è giusto. L’importante è che non faccia l’allenatore perché qui ci sono io…», chiude Di Francesco scherzandoci su.
LA ROMANITÀ – Del resto, proprio Di Francesco è l’ombelico di un’identità sempre più forte. Meno divisioni, più unità. E ad apprezzare il lavoro dell’allenatore giallorosso è anche un altro pezzo di storia giallorossa come Bruno Conti, attuale coordinatore tecnico del settore giovanile della Roma: «La sua importanza è altissima – dice lui – Aldilà dei grandi risultati ottenuti con il Sassuolo, è tornato uno che conosceva già l’ambiente di Roma sia da giocatore sia da dirigente. Ha portato le sue idee ad un livello più alto e sta facendo molto bene, riportando la romanità che mancava da tanto tempo. E con la semplicità e la sua umiltà sta dimostrando con i risultati di essere un grande tecnico».










