
Doppia scenografia da derby, una per tempo, in curva Sud: prima la scritta gialla “Roma” su un tappeto di bandierine rosse, poi le scritte sollevate “L’Urbe siamo noi”. Belli gli applausi storici – mai era successo nella storia delle stracittadine romane – della curva giallorossa per la gigantografia esposta in nord dagli ultras laziali. Per una serata, la sua prima da allenatore, che Di Francesco si gode fino in fondo. «Una grande soddisfazione e vi assicuro che si soffre di più in panchina che da calciatore – l’ammissione del mister abruzzese – speriamo di rimanere per tanto tempo là in alto, nessuno credeva in noi, mentre io credo tanto nel lavoro e voglio entrare nella testa dei miei calciatori, che è la cosa più difficile. Nainggolan? È un vero Ninja, così lo chiamano e questo è. Fino a 8 giorni fa giocava con una lesione muscolare, e oggi ha giocato in questo modo. Che altro termine usare? Forse supereroe». Un po’ di apprensione per Florenzi, uscito per un fastidio al ginocchio destro (non quello reduce da due interventi). «Un semplice problema dovuto a stanchezza, niente di cui preoccuparsi». Una lieve infiammazione, per la precisione. Ora la Roma comincerà a preparare la trasferta di mercoledì in Champions, contro l’Atletico Madrid.










