
Pronti via e la Nord esplode per un gol di Immobile, ma il primo assistente di Rocchi alza la bandierina e allora è la Sud a gongolare unendosi al fischio del direttore di gara. Al 10’ Nainggolan supera con un sombrero Leiva che lo stende. Rocchi tira fuori il giallo e i tifosi della Roma lo sottolineano con un fragoroso applauso. Dopo una bella occasione fallita di un soffio da Dzeko, in Sud compare una bandiera del Belgio, qualcuno invoca il gol del Ninja, verrà accontentato nella ripresa. A inizio secondo tempo, ecco un’altra coreografia dei romanisti. Tre grandi striscioni compongono la frase «L’Urbe siamo noi». Gli omologhi dalla parte opposta dello stadio attaccano la realizzazione con un «Nun se po’ guardà» gridato a squarciagola. Al minuto 48 Kolarov, proprio lui come direbbe Sandro Piccinini, entra in area e viene steso da Bastos. «Rigore» urlano i giallorossi sugli spalti e così è. Dagli undici metri Perotti cammina, calcia, segna e fa esplodere la Sud che sta ancora mostrando la scenografia mentre nella Nord cala il gelo. Il momento è favorevole ai padroni di casa che sotto l’incessante spinta dei propri tifosi raddoppiano con Nainggolan.
Romanisti in paradiso, laziali all’inferno. Quando al 58’ Inzaghi sostituisce Lulic al bosniaco arriva una pioggia di fischi. Dodici minuti dopo la prima richiesta di Var in un derby di Roma. Perché Manolas ha toccato il pallone con il braccio. Rocchi va al monitor, il silenzio si impadronisce del resto dello stadio, finché non arriva la decisione. Il gol di Immobile risveglia la torcida laziale che ora soffia sulle ali dei ragazzi di Inzaghi per spingerli verso il pareggio. Ma il risultato non cambia più e dopo i sei minuti di recupero passati con le palpitazioni, sono i romanisti ad esultare per ultimi.










