
Aspettando che il bomber instinct torni a funzionare, alla Roma serve un piano B. Finora Kolarov e compagni hanno tamponato il problema, 7 giallorossi oltre a Dzeko hanno fatto gol, ma la cooperativa non basta, serve una punta di diamante. Di Francesco ce l’ha in casa: Schick è quasi pronto e nella «sua» Genova, dove si è fatto conoscere con la maglia della Samp, può finalmente accomodarsi in panchina. Il primo passo per prendersi la Roma. Ieri l’attaccante ceco ha ripreso ad allenarsi in gruppo, ha fatto tutta la partitella e ha pure segnato un gol benaugurante, mentre Dzeko si dedicava al lavoro di scarico con chi ha giocato a Madrid. Una sorta di passaggio di consegne che dall’allenamento si sposterà presto al campo. Contro il Genoa Patrik punta semplicemente ad esserci, ma già dalla Spal, se tutto filerà liscio, potrà sperare di entrare nelle rotazioni, che continueranno visto il fitto calendario: da qui a Natale sono in programma 7 partite tra coppe e campionato.
È il momento giusto per avere due piani d’attacco. E tante alternative sulle fasce: con i rossoblu può tornare dal 1’ El Shaarawy al posto di Gerson. A centrocampo si rivedono Strootman e De Rossi, in difesa chance per Juan Jesus che può far rifiatare uno tra Fazio e Manolas. Peres dopo il pasticcio al Wanda Metropolitano potrebbe finire in panchina, anche perché il ginocchio di Florenzi si è sfiammato e ieri gli ha permesso di lavorare con la squadra. Dall’altra parte farebbe comodo qualche minuto per Palmieri, un’alternativa in più per Di Francesco, che vuole un piano B per ruolo. La «cura» del gol passa da questo, con Dzeko e Schick la Roma può davvero fare centro.










