
COLLOQUI – I suoi agenti a Trigoria sono di casa, lo seguono in trasferta quasi ogni volta che parte, con Monchi hanno un contatto diretto, e i colloqui proseguono. Nel frattempo, proseguono anche quelli di Emerson con Di Francesco. Sarà il suo terzo allenatore in giallorosso: Garcia non lo vedeva, Spalletti gli ha cambiato la carriera, adesso aspetta la consacrazione: «Sentirmi importante in una squadra come la Roma è molto bello. Mi sento un nuovo acquisto e voglio aiutare la squadra più che posso. Mi piace il modo in cui giochiamo: mi piace che marchiamo sempre alti e stiamo corti, è una filosofia molto offensiva. Quando rubiamo palla dobbiamo andare in verticale, puntiamo a fare gol e a vincere le partite».
IL RIPOSO – Lui, dal canto suo, punta ad esordire in questa stagione, anche per dare modo a Kolarov di rifiatare. Il serbo ha giocato 17 partite, ma nelle ultime apparizioni è sembrato più stanco. Il «nuovo acquisto» Emerson è pronto a dargli il cambio: «Le parole di Monchi, che mi ha definito come un nuovo giocatore del mercato, mi fanno piacere. La voglia di giocare c’è, ma è Di Francesco che decide quando e se sarò pronto. La scelta è sua. Non posso dire che sono al 100% perché sono fermo da sei mesi, ma sto lavorando ogni giorno per recuperare il prima possibile». Contro la Spal potrebbe essere l’occasione giusta, col Qarabag no perché non è il lista Champions, altrimenti appuntamento alla prossima settimana contro il Chievo.
CUORE AZZURRO – L’appuntamento con l’Italia, invece, è rimandato a marzo. Emerson sperava nel Mondiale, sperava pure di andarci, adesso deve invece ricominciare da capo anche il percorso azzurro: «L’eliminazione dal Mondiale mi ha rattristato, mi è dispiaciuto non aver avuto questa opportunità con l’Italia. E mi è dispiaciuto molto per i miei compagni che erano lì, adesso dobbiamo ripartire e puntare ad altre competizioni». Ripartire, appunto, la parola chiave del suo 2017.










