
LE OPERE PUBBLICHE – Sul tavolo restano nodi molto più complicati da sciogliere e che non riguardano da vicino solo lo stadio, ma tutta la viabilità di questo quadrante di Roma, che va dalla Magliana al Torrino, passando per l’Eur. La vera spina è quella dei trasporti. Il prolungamento della metro B, presente nella prima versione del progetto, è stato depennato già a febbraio, ora negli elaborati rimane solo il “potenziamento” della malconcia Roma-Lido, la peggiore ferrovia d’Italia secondo la classifica di Pendolaria. I privati mettono sul piatto appena 45 milioni di euro, ma secondo i francesi di Ratp, che gestiscono il metrò parigino, di milioni per la Roma-Lido ne servirebbero almeno 400, dieci volte tanto, per arrivare a una frequenza decente, cioè un treno ogni 5 minuti. Solo con l’investimento dei proponenti, è impossibile che sia rispettato quanto scritto dal Campidoglio nella delibera sulla pubblica utilità, cioè che almeno la metà degli spettatori arrivi allo stadio con i mezzi pubblici. Serviranno i fondi della Regione (180 milioni) che però vanno spalmati su tutta la tratta, non solo nelle fermate intorno a Tor di Valle. E non è detto che bastino. C’è poi il nodo dei ponti. I tecnici della conferenza, nel parere, scriveranno che è fondamentale per la viabilità della zona quello “dei Congressi”, anche questo pagato con soldi pubblici (del Cipe), che però ha iter e tempi completamente slegati dal progetto Tor di Valle. Non è affatto certo che le due opere vengano realizzate assieme, come invece dovrebbero chiedere gli esperti nel parere. Anche l’altro ponte, quello di Traiano, che all’inizio avrebbero dovuto pagare i privati per intero, alla fine verrà costruito con i soldi pubblici, in questo caso dell’Anas, come ha confermato ieri il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio. Sarà un progetto pubblico quindi – anche se per l’assessore all’Urbanistica del Comune è un’opera utile solo ai privati – con tempi diversi rispetto ai cantieri dello stadio e del mega-centro commerciale. Eppure questo ponte è fondamentale per garantire le vie di fuga agli spettatori. Se non verrà costruito per tempo, andrà cambiato tutto il piano della sicurezza.










