
Da oggi i tecnici capitolini si metteranno al lavoro su quello che considerano già un «ricatto amministrativo»: l’iter, ora più complicato del previsto, andrà blindato contro possibili ricorsi. Oltre ai tecnicismi, però, ci sono il tweet della sindaca Virginia Raggi (spuntato sul web con un paio di ore di anticipo rispetto alla fine della conferenza dei servizi e quindi cancellato) e il commento dallo stadio Olimpico: «È una giornata importante per tutta Roma». Ancora, le felicitazioni del governatore Nicola Zingaretti e dello stesso Pallotta: «Con noi crescerà la città». Non è ancora chiaro, però, con quanti ponti. Quello di Traiano, fino a quest’estate ritenuto imprenscindibile dal ministero dei Trasporti ma «utile solo ai privati» per l’assessore all’Urbanistica del Comune Luca Montuori, torna nelle osservazioni finali della conferenza dei servizi. Michele Civita, assessore regionale ai Trasporti, però lo considera indispensabile ( anche per motivi di sicurezza) al pari dell’ammodernamento della Roma- Lido e della stazione di Tor di Valle. Insomma, il nodo trasporti va ancora sciolto. Lo sa bene il ministro dello Sport, Luca Lotti, che osserverà con attenzione le prossime mosse del Campidoglio: «Il via libera al nuovo stadio è la dimostrazione che investire in impianti sportivi è un incentivo per lo sviluppo». Non solo: è anche un’occasione in chiave politica. Da Palazzo Chigi attendono solo che in piena campagna elettorale la sindaca ripeta che il ponte di Traiano non è necessario. A quel punto sarà il governo a finanziarlo. Per il bene pubblico, salvando l’opera attesa da milioni di romanisti. E, quindi, di voti.










