
La strada ora si mette in discesa anche se manca ancora la variazione del piano regolatore da parte del consiglio comunale e la pianificazione per la costruzione di un ponte sul Tevere con i soldi messi direttamente dal governo per uscire dall’impantanamento della pratica. La sindaca Raggi che aveva bocciato le Olimpiadi, è arrivata all’Olimpico e ha salutato con toni trionfali la costruzione del nuovo stadio con quartiere annesso, per un totale di 212mila metri quadri di edifici e almeno 700- 800 milioni di costi. «Grande risultato per la città. Ok a progetto innovativo e moderno con meno cemento e più verde. Il piano è stato risistemato secondo le necessità attuali, daremo impulso a nuovi posti di lavoro». Per svolgere le ultime pratiche e arrivare alla posa del primo mattone serviranno – senza intoppi imprevisti ( indagini archeologiche eccetera) – almeno sette mesi. La prima partita della Roma nel nuovo stadio è prevista, un po’ ottimisticamente, per la stagione 2020-21. Il calcolatore Di Francesco, proprio perché non voleva sorprese si è giocato la prima vera partita decisiva della sua stagione romana con la squadra titolare e De Rossi capitano, anche se forse era impossibile fare spettacolo per l’impossibilità di permettersi anche il più piccolo errore. Ma alla fine i rischi sono stati zero. Tutta la squadra – da Alisson a Dzeko – alla fine è andata a salutare schierata la Curva Sud di uno stadio che tra due o tre anni diventerà un bel ricordo.










