
DIFFERENZE – Con l’arrivo di Di Francesco ha cambiato il modo di giocare. Con la difesa alta imposta dal tecnico abruzzese il piazzamento fuori dai pali deve essere sempre ottimale e prevede il giusto equilibrio tra difesa della porta e quella dello spazio dietro la linea difensiva. Rispetto a Spalletti il ruolo del portiere anche per altri aspetti. E’ meno maniacale la ricerca della costruzione del gioco partendo dal portiere. Non è esasperato questo concetto, fermo restando che l’inizio dell’azione dal basso è lo stesso ricercata e viene organizzata la sua esecuzione durante gli allenamenti settimanali, ai quali i portieri partecipano con la squadra.
PROGRESSI – Alisson da quando è arrivato in Italia è migliorato molto in quello che è il senso del piazzamento, cioè il sapersi muovere tra i pali e fuori dall’area di porta. Nella ricerca dell’esatto posizionamento rispetto a dove si trova il pallone. Ha imparato a correre sulla linea di porta, su traiettorie nelle quali la spinta delle gambe non è sufficiente. Ora ha imparato anche a fare le uscite basse con la testa in avanti di fronte alla palla, tecnica tipica della scuola italiana. Alisson è un grande professionista e si è sempre fatto trovare pronto, anche quando giocava poco. Ha dimostrato capacità di adattamento al calcio italiano sorprendenti. Altri portieri sudamericani hanno fallito al primo anno. A cominciare da Julio Cesar. Per Alisson non è stato così.










