
IMPEGNO – Non crede che la squadra abbia snobbato il Torino: «A volte la Roma ha passato turni in coppa senza giocare bene. Qui è successo il contrario. E ci girano le scatole, per il nostro percorso di crescita sarebbe stato importante restare in corsa. Ma non è la serata per puntare il dito nei confronti di qualcuno. Di sicuro siamo stati poco determinati in zona-gol. E abbiamo concesso qualcosa in più del solito in fase difensiva, specialmente sulle palle inattive». Forse è stato anche a causa della difesa completamente inedita, Skorupski incluso: «I ragazzi mi hanno detto che si sono sbagliati nello scambiarsi un uomo. In effetti abbiamo sofferto la fisicità di Belotti ma torno a dire che la Roma ha fatto il suo dovere, al di là di chi giocasse».
RIPERCUSSIONI – Di Francesco non prevede conseguenze psicologiche in vista di Juventus-Roma: «Ma no, anzi, andremo a Torino per cercare di riscattarci subito. Siamo dispiaciuti perché la Coppa Italia era un nostro obiettivo. Però bisogna andare avanti sulla nostra strada senza chiedere scusa a nessuno, perché abbiamo tutti dato il massimo. Sarei più preoccupato se non avessi avuto risposte sul piano della prestazione. Cerchiamo di imparare anche da questa sconfitta che non meritavamo».
LE PUNTE – Si è sbloccato Schick, forse l’unico motivo di ottimismo di questo mercoledì. prenatalizio: «Sì e si è mosso bene, sia da solo che nel 4-2- 4 con Dzeko nella ripresa». Proprio Dzeko invece non riesce a superare la crisi realizzativa e dopo aver sbagliato il terzo rigore consecutivo rischia di innervosirsi: «Dal punto di vista psicologico per lui è un errore fastidioso». Ma non avrebbe dovuto tirare Perotti? «Non era Edin il rigorista. Del resto era partito dalla panchina. Ma se si sentiva di calciarlo è perché era convinto di fare gol. Non ci è riuscito ma sono cose che capitano»










