
IN CAMPO? – Di certo, Nainggolan è stato il gran protagonista di questo inizio di anno. Il video ha fatto il giro d’Europa, nelle radio il pareggio contro il Sassuolo e la partita contro l’Atalanta del 6 gennaio sono quasi un dettaglio. Qualcuno chiede una punizione esemplare – la tribuna più della panchina, che invece potrebbe starci –, ma in tanti vogliono vederlo in campo. Le percentuali sembrano quelle delle elezioni dove la democrazia è un ricordo. «Non scherziamo, Di Francesco deve mettere in campo i migliori. Se Radja sta bene, deve giocare». E ancora: «La Roma viene prima di tutto e queste cose passano in secondo piano, bisogna tornare a vincere». Qualcuno ricorda l’esclusione di De Rossi a Bergamo per il ritardo nella riunione tecnica: «Bel segnale, ma belli pure i 3 punti per l’Atalanta, evitiamo di fare il bis».
DIVISI – Dai tifosi agli ex calciatori: chi ha giocato a calcio si divide, e anche parecchio, su Nainggolan. «Ha sbagliato e lui lo ha riconosciuto, ma non parlerei di un caso. In campo dà sempre il massimo, deve migliorare fuori e stare più attento a certe cose», è il pensiero di Fabio Petruzzi, condiviso da Max Tonetto: «Ha sbagliato a pubblicare la sua serata, ma non vedo perché farne una tragedia». Più netto il pensiero di Roberto Pruzzo: «Vediamo come si comporteranno i dirigenti della Roma, inutile parlarne ancora. Quanto successo è di una gravità inaudita». Per Ubaldo Righetti, poi, «Nainggolan è un grandissimo giocatore, ma non fa la differenza: mi fanno riflettere le scuse successive, perché pubblicarle?».
IL BELGIO – Probabilmente perché glielo ha imposto la società e probabilmente perché si è reso conto dell’errore commesso. E perché se Roma sembra già pronta a perdonarlo e abbracciarlo – perché i romanisti a Radja vogliono davvero bene –, in Belgio hanno il cuore meno tenero. «Anno nuovo, vecchi problemi», uno dei tanti commenti ai video incriminati. E c’è chi si chiede: «Adesso Martinez che farà?». Per ora il commissario tecnico tace. E chissà se per Radja sia un bel segnale o meno.










