
LA PARTITA Si gioca a San Siro, la Scala del Calcio. L’inizio della sfida è a dir poco incredibile, i padroni di casa si portano in vantaggio dopo due minuti con Colidio, sicuramente complice l’emozione dei giallorossi nel giocare in uno stadio come quello. La reazione è immediata, arriva il pareggio di Marcucci al quinto minuto che rimette subito le cose a posto. Ottenuto il pari, la Roma gioca bene e colleziona occasioni da gol, tra tutti si fa spesso notare Antonucci che conferma quanto detto di buono su di lui. L’attaccante ha un’ottima tecnica, lo dimostra con un grandissimo lancio in profondità per Riccardi che per poco non sigla il vantaggio giallorosso. La squadra tiene bene il campo, ma l’Inter riesce tuttavia a creare pericoli in area di rigore. A sventare il pericolo ci pensa spesso e volentieri Romagnoli, portiere molto interessante che si è fatto trovare pronto con parate di grande spessore.

LA SFORTUNA La stanchezza inizia a farsi sentire nei tempi supplementari, soprattutto nel secondo quando la Roma non riesce quasi mai a costruire un’azione. La partita si avvia verso la fine, gli ormai sperati calci di rigore sono ad un passo. La storia romanista ha però un fattore con cui bisogna sempre e comunque fare i conti: la tremenda, immancabile e terribile sfortuna. A quattro minuti dalla fine, arriva l’incredibile rete rocambolesca dell’Inter in occasione di calcio d’angolo, ancora gol di Colidio.
E’ una vera e propria beffa, con i rigori ad un passo, la Roma vede sfumare la speranza di portare a casa la Supercoppa. I ragazzi ce l’hanno messa tutta, fino all’ultimo, e si sono meritati i complimenti nonostante la sconfitta finale. Anno nuovo, storia vecchia, gli anni passano, ma la sfortuna resta.











