
PENSANDO POSITIVO – Si vede che ha voglia di trasmettere voglia e convinzione. «Il desiderio di tutti è rimettersi in carreggiata per migliorare la posizione in classifica e portare avanti il discorso Champions». Come ad inizio stagione, tornano i dubbi sul 4-3-3 e il suo integralismo. Di Francesco, si sa, crede in questo modulo, ma non chiude affatto ai cambiamenti. «Il sistema vale molto meno dell’aspetto psicologico e parlarne è relativo. Il 4-3-3 è lo stesso modulo che ci ha dato soddisfazioni, denigrarlo adesso lo lascio fare alla gente o a voi. Tante volte si parla per parlare. Ho dimostrato di avere flessibilità, cambiando quando era necessario: valuterò se sarà opportuno, ma quando si allena un sistema bisogna dargli continuità e credere in ciò che si propone. Non posso pensare che la squadra abbia smarrito ciò che conosce o che non creda più in quello che fa». Inevitabile il discorso su Schick che sino a ora è stato visto più come un problema che come una risorsa. «Tutti ci aspettavamo che rendesse qualcosa in più, ha grandi potenzialità, non le ha ancora dimostrate, ci vuole tempo. Roma ha costruito e distrutto con grande facilità tanti calciatori. Lui è un giocatore in costruzione, diamogli tempo, va aspettato. Ricordo che Tommasi è dovuto uscire da Trigoria scortato dalla polizia ed è poi diventato l’idolo della curva».
SOLO GENTE MOTIVATA – Se qualcuno pensava a un Di Francesco in difficoltà o turbato dal momento, deve ricredersi. E’ forse questa la vera garanzia della Roma che dopo la sosta affronterà tre gare decisive contro Inter e Sampdoria due volte. Non si scompone, quindi, quando parla di mercato e dell’incontro a Londra tra Pallotta e i dirigenti «Non ho parlato con il presidente perché il mio riferimento societario è sempre stato Monchi. Ieri (martedì, ndr) ho parlato con lui e lo farò anche più tardi, è lui il mio referente su tutto. Non sta a me parlare di mercato, io faccio l’allenatore, do delle direttive tecniche loro si occuperanno delle possibilità e degli eventuali avvicendamenti anche dei calciatori che abbiamo». Per chiudere un messaggio diretto al gruppo che dovrà ripartire «Voglio giocatori motivati e vogliosi, fino a venti giorni fa lo erano, in poco tempo non può cambiare la testa delle persone. Comunque ora sta a me farli tornare quelli di prima. Non teniamo nessuno che non voglia stare alla Roma».










