
PRIMI CONTATTI – Una settimana fa il primo contatto con la dirigenza rossoblù, qualche telefonata ai suoi ex compagni Avelar e Nainggolan, poi il sì deciso nel giro di tre giorni. «Mi hanno detto che qui sarei stato bene sia per la serietà della società che per l’atmosfera che si respira; mi è bastato un giorno per dargli ragione». E i primi legami non potevano che nascere proprio con gli altri brasiliani, primi tra tutti Joao Pedro e Farias: «Lo spirito di gruppo è intenso, mi stanno tutti dando una mano a inserirmi velocemente e anche la prima chiacchierata col mister mi ha lasciato una buona impressione». E se la formula del prestito semestrale ad alcuni fa dubitare sulle sorti del suo futuro, a lui non sembra interessare più di tanto: «La vita mi ha insegnato a vivere il momento e a sfruttarlo al massimo; non penso a cosa succederà tra sei mesi, so solo che voglio far parte di questa squadra».
UNO SGUARDO AL PASSATO – E impossibile non pensare al momento più difficile della sua vita, quello del cavernoma cerebrale del 2014, che ha interrotto momentaneamente la sua carriera, portandolo lontano dai campi per troppo tempo: «Ho avuto paura e quando ho saputo di diversi giocatori che hanno avuto il mio stesso problema mi sono messo in contatto con loro – ha confidato – al termine di Torino–Cagliari, ho incontrato Melchiorri, non abbiamo potuto far a meno di parlarne ed è stato confortante»; poi quell’infortunio al bicipite femorale, nella parentesi in maglia granata, che lo ha condannato ad un altro lungo stop: «Se ci penso mi vengono i brividi ma ora sto bene. Appena ho potuto, ho ripreso ad allenarmi, sono rimasto costante anche a livello muscolare. Mi manca solo il ritmo partita, ma sono qui per questo».
PRONTO A TUTTO – «Se sono pronto a giocare? Anche ora». Che siano dieci o novanta minuti, Castan c’è: la determinazione non manca, l’entusiasmo nemmeno. «E’ una squadra ambiziosa che si dimostra agguerrita a ogni partita; meriterebbe più punti in classifi ca». E se Lopez decidesse di schierarlo già nel prossimo match contro il Milan lui non si tirerebbe certo indietro. Mancino naturale e abile nel gioco aereo, il difensore brasiliano dovrà lottare per un posto da titolare nella retroguardia sarda. Modulo a 3 o a 4? «Nessuna differenza, mi metto a disposizione del mister e mi adeguo a seconda delle necessità». E questo non può che dare fiducia soprattutto a quei tifosi rossoblù diffidenti a causa della sua lunga assenza dal calcio giocato. «Voglio renderli felici – ha detto – e fare tutto quello che il calcio ci impone: divertirci, fare punti e salvarci quanto prima».










