
Prima dello stop di gennaio stavano benissimo Napoli e Juventus, che hanno staccato il resto del gruppone e a braccetto hanno deciso che lo scudetto era solo affar loro. Spalletti si tormentava nel pre-sosta per il mercato dell’Inter che sembrava un insondabile buco nero, invece qualcosa s’è mosso: preso Lisandro Lopez in difesa, ora attende Rafinha e magari Ramires per completare il centrocampo, acquisti che dovrebbero tranquillizzarlo. Il tecnico sa trasformare la ripresa delle ostilità in un’occasione: non sbaglia un colpo e quest’anno ha vinto sempre alla ripresa. Sarri il mercato di gennaio lo abolirebbe e pure le partite alle 12.30, mai digerite: «Mi fa schifo giocare a mezzogiorno», sentenziò. Ora aspetta l’incerto Verdi dal Bologna per provare a dare un po’ di fiato al trio Callejon-Mertens-Insigne, ma soprattutto smaniava di tornare al lavoro e così è stato il primo a ripresentarsi in campo sabato scorso. Basta ferie, a lavorare per lo scudetto. Il rientro però sarà da incubo, perché la trasferta a Bergamo è da bollino nero come un giorno d’agosto in autostrada e, guarda il caso, si gioca all’ora di pranzo. Vedi l’Atalanta e poi (spesso) muori. Il toccaferro del Napoli è più che giustificato: a dicembre l’ha fatto fuori dalla Coppa Italia e l’anno scorso gli ha sfilato 6 punti su 6 (unica in tutta la serie A). E se c’è un tecnico che sa incartare Sarri è Gasperini, sconfitto dal tecnico dei partenopei solo due volte.
Il Napoli teme di perdere la testa, la Juventus la testa la deve riattaccare oggi quando Allegri riavrà tutti a disposizione, meno che Dybala. L’argentino nell’ultimo periodo tra infortuni e scelte tecniche il campo l’ha visto proprio poco e non lo rivedrà fino a metà febbraio, giorno più giorno meno. Allegri a gennaio s’è sempre divertito a prendersi il campionato, rivoltando la Juventus e cambiando modulo, per infilare serie mostruose di vittorie, costruire lo scudetto e gettare le basi per due finali di Champions. Niente mercato per i bianconeri, già forti così, però il peccato di superbia è costato caro dopo le altre due soste: doppio schianto con Lazio e Samp. Il rientro stavolta è morbido contro il Genoa del «re del catenaccio» Ballardini, per aprirlo servirà il miglior Higuain che per una volta nelle foto delle vacanze sfoggiava un fisico perfetto. Tutto bene a Torino, è crisi per la Roma. Il mercato non c’è, i gol neanche, il calendario è nemico, i tifosi contestano la società e per Di Francesco la luna di miele è un ricordo. La Lazio di Inzaghi è una macchina lanciata, il calendario però scoppia e rischia di farla andare fuori giri con 11 partite in 40 giorni. Per tutti una ripartenza in salita: è il paradosso delle vacanze, niente relax e nervi tesissimi.










