
LE STRATEGIE – Le cessioni sono lo strumento prioritario che la dirigenza della Roma intende utilizzare per “garantire i fabbisogni finanziari dell’attività operativa” (in alternativa la proprietà può intervenire direttamente no al tetto dei 30 milioni di euro). Al momento, però, il calciomercato è la strada più veloce, oltre che “obbligata”, con l’occhio sempre rivolto alla Champions league (presente e futura). Superare, tra febbraio e marzo prossimi, gli ucraini dello Shakhtar Donetsk, conquistando i quarti, può essere un buon viatico per iniziare a riequilibrare i conti. Il club italiano ha, da tempo, sotto controllo il proprio bilancio e la possibilità di vendere alcuni calciatori è una delle soluzioni messe in campo per scongiurare ulteriori problemi con l’ente di Nyon. I diritti pluriennali alle prestazioni sportive dei calciatori hanno un valore di mercato (complessivo) ampiamente superiore al valore contabile e questo aspetto, assolutamente da non sottovalutare, “rappresenta una solida base di sicurezza per la continuità aziendale”. I giocatori sacrificabili per la buona causa giallorossa saranno, soprattutto, quelli con il maggior valore di mercato e un valore contabile basso (Dzeko, per esempio, ha un valore netto, al 1° luglio 2017, pari a 11,10 milioni di euro).
LE SOLUZIONI – Il settlement agreement stipulato con l’Uefa fissa il punto di pareggio nel 2017/18, con una tolleranza massima di 5 milioni di euro. Un risultato a questo punto raggiungibile solo attraverso cessioni ad importanti valori di mercato. Nel 2016/17, infatti, non è stata sufficiente neppure la plusvalenza realizzata con la cessione (al Liverpool) dell’ala egiziana Mohamed Salah. Al 30 giugno 2017, l’indebitamento finanziario netto, è aumentato a 192,5 milioni di euro, risultando superiore al fatturato netto consolidato; oltre a ciò le spese per il personale rappresentano l’82,9% del valore della produzione (in questa cifra sono compresi gli stipendi dei dirigenti e degli impiegati del club). La situazione delicata dell’As Roma non è l’unica in Europa: oltre all’Inter sul mercato interno (senza considerare la bocciatura, da parte dell’Uefa, del voluntary agreement del Milan), vi sono club come AS Monaco (Fra), FC Besiktas (Tur), Kardemir Karabükspor (Tur), FC Krasnodar (Rus), FC Lokomotiv Mosca (Rus), FC Rostov (Rus), Sporting Lisbona (Por) e CSKA Sofia (Bul).










