
Lo sa Eusebio che sabato in conferenza non si era nascosto manifestando tutti i suoi dubbi sul modus operandi di un mercato gestito come peggio non si poteva. La dimostrazione arriva dalla prestazione anonima di Dzeko. Il bosniaco non ha nemmeno tirato il rigore poi fallito da Florenzi al 39′ (leggero malore per il papà dopo l’errore). «Ma era deciso lo tirasse Alessandro», ha spiegato Di Fra. I problemi per il tecnico (già a rischio?) sono altri: «Non ce ne gira una e non mi so spiegare perché segniamo così poco. Abbiamo perso veemenza e continuità ma credo che sviluppiamo ottime trame. Abbiamo fatto i primi 25’ inguardabili. La squadra non deve vincere per me, ma per la Roma stessa. Dzeko? Sembrava con la testa altrove. Ora dobbiamo riconquistare almeno il 4° posto». Nel primo tempo solo i miracoli di Alisson hanno salvato la faccia di una squadra in grado di subire 11 tiri nello specchio. Nella ripresa la Roma si è rivista a fiammate. La Samp ha aspettato, e nel finale colpito con Zapata. Finisce con una Roma subissata dai fischi (Kolarov ha risposto per le rime a qualche tifoso in Tevere) e con una settimana ancora più calda. La partita infatti è finita, il mercato no. Di Francesco oggi dovrebbe salutare Emerson e Dzeko, anche se ieri la stampa inglese era negativa almeno per quel che riguarda la trattativa del bosniaco col Chelsea.










