
ASTINENZA STAGIONALE – La nuova tendenza ha avuto spazio solo recentemente nella seconda avventura di Spalletti a Trigoria. Con il toscano, entrato in corsa all’inizio del girone di ritorno, il rendimento della Roma è stato eccellente: 7 successi in 9 viaggi (più 1 sconfitta allo Stadium contro la Juve e 1 pari a Bergamo contro l’Atalanta). E il miglior attacco di oggi (e di ieri) ha sempre funzionato. L’anno scorso, fuori casa, si è fermato solo contro i campioni d’Italia (e contro il Real in Champions). Quando ha fatto cilecca, i giallorossi hanno sempre perso. Come al Franchi domenica scorsa. Ma proprio contro la Fiorentina, nonostante il ko (con gol irregolare), si è avuta la conferma che il trend attuale è più condizionato dagli episodi del momento che dai limiti della squadra. Che, proprio contro i viola, ha giocato la migliore gara della stagione, perché capace di controllarla in entrambi i tempi. Nella serata di Firenze è stata, però, meno efficace di altre volte. Lo ha ammesso, dopo il 4 a 0 contro il Crotone, Dzeko che è diventato, con la doppietta di mercoledì sera, il capocannoniere del gruppo che vuole subito ripetersi contro l’amico Hart.
VIRATA NECESSARIA – Chissà se basterà giocare all’Olimpico, anche se non è quello sotto la collina di Monte Mario, per sentirsi a casa. Il test contro il Torino, comunque, serve per ritrovare la Roma del campionato passato. Concreta fuori proprio come lo è nella capitale. Le cifre, in questo senso, sono inequivocabili: solo 2 reti, su 13, segnate in trasferta dai giallorossi che ne hanno invece realizzate 11 (in 3 partite) davanti al proprio pubblico. La sterzata, dunque, è obbligatoria, pure ricordandosi che sul campo del Torino non vincono dal 14 aprile 2013. Ma quando giocano alle ore 12,30 di solito non sbagliano: solo 1 sconfitta in 15 lunch match (10 successi e 4 pareggi).
FORMAZIONE BASE – Spalletti prosegue, intanto, con il turnover mirato, ruotando i 14-15 titolari di garanzia (solo 21 convocati, Lobont compreso). Al rientro De Rossi e Nainggolan, forse anche Perotti, in ballottaggio con El Shaarawy (nel 2016 miglior marcatore in trasferta: 6 gol). Dentro i più affidabili, anche se il Torino, dopo il quinquennio vissuto con l’attuale ct azzurro Ventura, è già in emergenza, dopo la partenza lenta: 1 successo e appena 5 punti in 5 gare. Mihajlovic guida il plotone degli ex: Bovo, Castan, Iago Falque e Ljajic. Ma pesano più gli assenti: gli squalificati Vives e Acquah e gli infortunati Molinaro, Ajeti e Maxi Lopez.










