
CON RADJA – Nainggolan è sicuramente la scelta più logica e anche quella più affidabile tra le tre a disposizione del tecnico giallorosso. Perché in quella posizione il centrocampista belga aveva trovato il suo eldorado nell’anno e mezzo in cui Luciano Spalletti è tornato ad allenare la Roma, segnando anche la bellezza di ben 14 gol. E perché il Ninja ha forza fisica ed atletica per andare dentro come incursore nella fase offensiva e saltare addosso ai portatori di palla avversari in quella difensiva. Niente di più facile che, se Di Francesco a Udine decida davvero di confermare il 4-2-3-1, possa essere lui l’uomo prescelto come trequartista. Che, tra l’altro, l’ha già fatto nella felice trasferta di Verona.
CON GREGOIRE – L’alternativa, invece, potrebbe essere offerta da Gregoire Defrel, nel caso in cui Di Francesco decida invece di schierare Nainggolan in mediana. Defrel quel ruolo lo ha già fatto a volte con il Sassuolo (e molto bene proprio contro la Roma) e anche nel secondo tempo contro il Benevento, quando piazzandosi alle spalle di Dzeko ha trovato il modo di rendersi pericoloso. E anche utile. È chiaro che Defrel sarebbe un trequartista diverso rispetto a Nainggolan, maggiormente capace di dare equilibrio tra le linee anche grazie ai suoi ripiegamenti difensivi ed alla sua capacità di sacrificio.
CON PATRIK – E poi c’è l’opzione per il futuro, far giocare Schick come sottopunta, alle spalle di Dzeko. Un’opzione prettamente offensiva, perché di fatto vorrebbe dire in fase offensiva giocare con il 4-2-4, con Schick che si andrebbe ad affiancare al bosniaco, creando così la coppia di centravanti. Non è un’opzione da scartare, però, non fosse altro perché il 4-2-4 la Roma lo ha già fatto, anche se in situazioni di emergenza.










