
Coccolarsi Under è quindi d’obbligo, con i tifosi che si aggrappano a gol e giocate del piccolo esterno, che a tratti ricorda Montella (citando Di Francesco), e che, soprattutto, sembra l’unico che in questa stagione sia finalmente riuscito a prendere il posto di Salah sulla destra in maniera stabile. Ma ad esser davvero scoppiata è la Alisson — mania, per un portiere ai limiti della perfezione nella lettura delle azioni, negli interventi e nel modo di stare tra i pali. Sicurezza e bravura: il numero uno del Brasile, acquistato da Sabatini per 7,5 milioni, vale già cinque volte più di quando è arrivato, e trattenerlo la prossima estate sarà per la Roma una bella scommessa. Lui che ha una maglia molto richiesta ma introvabile, visto che la Nike, per una sua curiosa politica aziendale (non seguita da tutti i club europei sponsorizzati dal famoso baffo), ha deciso di non vendere le divise dei portieri. E la speranza per i romanisti è che la stessa difficoltà la trovino nel prossimo mercato le grandi società che hanno inevitabilmente messo gli occhi sopra il ragazzo.
Non ha tempo in questo momento di preoccuparsene, Di Francesco, troppo immerso nelle scelte legate al turnover da Champions. La squadra partirà oggi pomeriggio per l’Ucraina, domani parlerà il tecnico e mercoledì sera affronterà lo Shakthar (ore 20,45) nella gara di andata. In pratica una trasferta di 4 giorni, vista la distanza (si gioca a Charkiv) e le condizioni poco agevoli, tra trasferimenti e temperature piuttosto rigide. Eusebio — dopo aver infilato tre vittorie consecutive in campionato, che fanno rima con terzo posto in classifica — ripartirà da Under, schierandolo con Dzeko e Perotti. «Dobbiamo ancora migliorare se vogliamo ambire a superare gli ottavi di Champions — spiega il mister abruzzese — siamo in crescita, è vero, ma ancora non abbiamo conquistato niente. L’unico modo per ritrovare la brillantezza che avevamo in autunno, è continuare a vincere: devo solo pensare a preparare bene la gara con lo Shakhtar».










