
C’è il rischio che esploda un caso Totti a Torino, cosa che De Rossi vuole evitare e per non farsi trovare impreparato sta già progettando il futuro: «Non mi piace la cravatta, forse potrei allenare, fare il secondo a Di Francesco o a Spalletti. Voglio vivere lo spogliatoio, anche se non c’è più il cameratismo di prima, ora stanno tutti al telefonino». Un capitano vecchie maniere: «Non attacco al muro i compagni, anche se ogni tanto ci vorrebbe, sono un amicone. Se fossi un mister vorrei uno come me in squadra». Anche l’Olimpico è cambiato: «Prima era più focoso, ora sbagli un passaggio e tirano fuori i soldi che prendi». Davanti a sé ha un ottavo di Champions importantissimo: «Lo Shakhtar è fortissimo, ma ce l’andremo a giocare». A giugno si giocherà un Mondiale senza Italia: «Quando si fallisce bisogna saper fare un passo indietro, ma non ho messo paletti. Se il prossimo ct si fa vivo con me, allora…»










