
Era lecito aspettarsi, prendendo un allenatore alla sua prima esperienza in una grande società, che le difficoltà prima o poi sarebbero arrivate, specie se all’allenatore in questione non è stata data una rosa completa. È giunto il momento che il club dimostri la sua presenza. In un senso o nell’altro. Se si sceglie la strada della continuità, almeno fino al termine della stagione, non si dovrà più cambiare direzione. E non soltanto perché, al momento, su piazza non ci sono valide alternative. Di Francesco, però, deve dimostrarsi meno incline ai compromessi, con tutti. Esentarlo da responsabilità sarebbe da irresponsabili: nessuno nella Roma oggi può o deve sentirsi incolpevole. Compresi (o in primis?) quei calciatori che camminano anziché correre e che giocano ognuno per conto loro senza seguire uno spartito comune. Ma perché non vogliono farlo o perché nessuno ha insegnato loro come farlo?










