
Le norme promosse dal ministro Lotti stabiliscono che la quota fissa salga dal 40% al 50%; in aggiunta, c’è una quota del 30% da ripartire in base ai risultati conseguiti, con criteri più misurabili; infine un 20% legato al radicamento sociale (sparisce il sondaggio telefonico e si valorizzano le politiche sui prezzi dei biglietti per portare più persone negli stadi). I criteri di ponderazione e determinazione contenuti nei decreti, si apprende ancora, non configureranno una “stangata” – come paventato in un primo momento – per le società più grandi, anche se i tagli ci saranno e saranno di un certo rilievo. Il decreto entrerà in funzione a partire dalla prossima attribuzione dei diritti, cioè la nuova stagione. Diritti che, se l’Antitrust darà il via libera, dovrebbero andare agli spagnoli di MediaPro.










