
Un appuntamento che non viene visto con apprensione e che anzi potrebbe chiudersi con un rinvio della questione alla fine del 2018 quando – assicurano dalla AS Roma – il problema del patrimonio netto sarà risolto. A coprire il calo interverrà l’aumento di capitale, approvato già in chiusura del bilancio precedente e indicato ieri nella cifra di 115 milioni di euro. L’aumento di capitale, che sarà coperto per l’82% dagli azionisti statunitensi e per la quota restante dal mercato azionario, servirà proprio a far tornare il patrimonio ai livelli fisiologici, rispettando peraltro gli impegni finanziari che la Roma intende raggiungere entro la fine del 2018.
L’obiettivo è quello di chiudere l’anno in pareggio o con una perdita contenuta e non superiore ai 15 milioni di euro. E non spaventano in questo senso i risultati del secondo semestre 2017, dove – leggendo i documenti finanziari – si sono concentrate le voci di spesa maggiori per la società. Tra queste il pagamento dell’esodo dei calciatori venduti, le minusvalenze sulle cessioni di Iturbe, Doumbia e Zukanovic, il bonus ai giocatori previsto per il passaggio di turno agli ottavi di Champions League: tutte voci negative ricadute nel primo semestre dell’anno. A dare fiato alle casse nel secondo arriverà invece la plusvalenza ottenuta con la vendita di Emerson Palmieri e i ricavi, in termini di diritti e altro, incassati con il superamento del girone di Champions. Senza dimenticare l’ipotesi di qualche vendita eccellente. In sostanza, a guardare i conti, il peggio dovrebbe essere passato, mentre da qui alla chiusura del bilancio arriveranno le note positive. E saranno necessarie per invertire la tendenza registrata dalla relazione finanziaria semestrale.










