
Non è facile, però, rinunciare a un attaccante che ha appena ritrovato la via del gol e che, contro la capolista del campionato, ha messo in mostra tutto il suo campionario: gol, gioco per la squadra, leadership, capacità di difendere palla e brillantezza nelle aperture da trequartista. Non ha ripetuto la stratosferica stagione scorsa (39 gol tra campionato e Coppe) ma è pur sempre a quota 16 (13 in campionato, 3 in Champions). I sostituti sono due: Patrik Schick e Gregoire Defrel. Dal punto di vista numerico, però, è un bel problema: Schick, utilizzato con il contagocce, non ha mai segnato in campionato; ci è riuscito soltanto in Coppa Italia, proprio contro il Torino, ma il suo gol non è bastato a evitare l’eliminazione dei giallorossi. Defrel ha segnato una volta, ma in condizioni davvero particolari: a tempo scaduto, sul 4-2 contro il Benevento, con un calcio di rigore che proprio Dzeko gli ha lasciato calciare per sbloccarlo.
Nel dopo partita, Eusebio Di Francesco è stato prodigo di complimenti per Dzeko: «Ha scelto la serata giusta per sbloccarsi e spero che, per lui e per la squadra, sia un momento decisivo dal quale non dobbiamo tornare più indietro. Edin, spesso, anche durante gli allenamenti, si ferma a pensare a quello che poteva essere e non a quello che sarà. Meno male che non me l’hanno venduto al mercato di gennaio? L’ho schierato anche quando sembrava potesse andar via. Tanti dicevano: perché non gioca Schick… Contro il Napoli si è messo a disposizione alla grande per la squadra. La disponibilità, nel mio modo di gioco, è fondamentale». Letta così può sembrare sembrare un endorsement per Defrel, che Di Francesco ha già avuto a Sassuolo. Ma Schick è stato l’acquisto più costoso del mercato estivo ed è un giocatore nel quale Monchi conta molto. Chi sfiderà la difesa di Mazzarri?










