
OVUNQUE – Lo scorso anno di questi tempi aveva segnato 12 reti, di cui 9 in campionato, mentre adesso è a 2. Ma in fatto di passaggi vincenti vince di tanto il Nainggolan attuale: l’anno scorso, con Spalletti, quando rappresentava una minaccia costante in area di rigore ma serviva meno i compagni, gli assist erano stati soltanto 2. Non c’entra più di tanto il cambio di modulo, che lo obbliga a un maggiore lavoro difensivo, perché anche nel 4-2-3-1 (incluso il secondo tempo contro il Torino) Nainggolan è stato poco lucido nei tiri ma molto utile per la squadra (due assist). Superati i problemi fisici che lo tormentano da novembre, causa un’impercettibile lesione a un polpaccio, non ha ancora raggiunto il suo standard di prestazioni ma nelle ultime settimane è apparso in crescita.
CHAMPIONS – Martedì contro lo Shakhtar sarà ovviamente confermato fra i titolari, nella speranza di trovare il gol che insegue da 4 mesi in campionato. In Champions League non ha ancora mai segnato in carriera, 0 gol in 22 partite, ma potrebbe dimenticare in un attimo la stregoneria se segnasse proprio stavolta il gol-qualificazione. All’andata è stato il peggiore in campo, tanto da meritare la sostituzione, ma le ultime due partite gli hanno restituito autostima e intraprendenza. Bravo Radja, sette più.










