
Facendo un confronto con la squadra che dieci anni fa arrivò ai quarti, che cosa si sente di dire? “Credo che la rosa di adesso sia buona come lo era quella di dieci anni fa. Per il resto ovviamente sono cambiate tante cose se non tutto a livello di campo e di società. Si tratta di due profili di club diversi ma l’importante è che adesso la Roma sia nell’èlite del calcio. E’ una piazza di grande appeal”.
Rispetto a dieci anni fa la Roma dovrà essere più fortunata nel sorteggio… “Dopo aver battuto il Real Madrid negli ottavi, affrontammo il Manchester United di Cristiano Ronaldo. Credo comunque che in generale la sfortuna più grande che possa capitare sia giocare male. La fortuna poi unita alla reattività è chiaro che conta: basti pensare a quell’intervento di Bruno Peres all’andata contro lo Shakhtar. Magari senza quel salvataggio la Roma non sarebbe arrivata ai quarti”.










