
FALLIMENTO INDIMENTICABILE – «Ci vorrà un bel po’ per lavare la macchia dell’eliminazione». L’Italia, dopo 60 anni, è fuori dal mondiale. Florenzi non cerca scuse e nemmeno colpevoli: «Il nostro calcio ha fatto una brutta figura. Non basteranno due-tre vittorie. Ci vorrà pazienza e organizzazione. La Federcalcio si sta muovendo per dare una nuova impronta». Il ricordo della notte del 13 novembre a San Siro è nitido: «Neanche se avessimo giocato per tre giorni la palla sarebbe entrata nella porta della Svezia. Colpa nostra e dispiacere enorme». Alessandro, però, tira fuori l’orgoglio. In 17 della Nazionale di Ventura sono stati confermati (Chiellini, il 18°, è tornato a casa): «Se Di Biagio ha deciso così, vuol dire che non siamo così scarsi. Siamo qui per riportare dove l’Italia merita di stare, tra le prime del mondo. Ci prenderemo le nostre responsabilità. Non siamo, comunque, condizionati da quell’ultima partita, nella sera finita male a Milano». La Nazionale, eliminata al 1° turno in Sudafrica (2010) e Brasile (2014), addirittura non va in Russia (2018): gli ultimi 3 mondiali di fila sono il buio dopo l’azzurro, facendo sempre cilecca. «Vincere aiuta a vincere. Dobbiamo rimboccarci le maniche e invertire subito la rotta. Ora è facile sparare sulla Nazionale. Bisogna stare uniti e ripartire dal gruppo, senza fare entrare le voci da fuori», riferimento al veleno sparso da Raiola. «Niente paura, solo ambizione, entusiasmo e coraggio. E’ quello. Che ci dice Di Biagio in allenamento. Ci chiede di fare le nostre giocate».
RIABILITAZIONE CONTINENTALE – «Non fa niente se pochi italiani giocano nella Juve e nella Roma, promosse ai quarti di Champions. Anche lo Shakhtar ha schierato pochi ucraini nella formazione titolare. Luoghi comuni, insomma». Conta la qualificazione, sia a Torino che nella Capitale: «Noi, a Trigoria, non ci siamo mai abbattuti, nemmeno nel periodo più difficile. A vedere le ultime prestazioni mi sembra che la squadra stia bene anche fisicamente». Sul contratto da rinnovare mette invece il silenziatore: «Non mi pesa la situazione. Gioco e provo a dare il massimo».










