
POCA CATTIVERIA – Sentir parlare di difesa in crisi, però, non va giù a Kolarov, l’unico giocatore davanti a telecamere e microfoni: «Io parlo del risultato. E credo che loro abbiano fatto gol su due soli tiri, non ricordo altro e non mi sembra ci sia stata questa serataccia». Kolarov però sa che la Roma ha, quantomeno, sbagliato approccio e, come spesso le capita, è stata poco cinica in attacco: «Abbiamo creato tante occasioni e non abbiamo segnato, quindi sicuramente ci manca qualcosa. Dobbiamo essere più cattivi, ma non abbiamo fatto una brutta partita. Poi certo – ammette – manca il risultato».
FISCHI E CANTI – I tifosi, al 90’, hanno fischiato, la parte centrale della curva Sud ha invece continuato a cantare, ma i 40mila (e oltre) dell’Olimpico si aspettavano di arrivare al derby di domenica prossima con più tranquillità: «Anche se avessimo vinto 8-0 il discorso Champions non sarebbe stato chiuso. Ci mancano questi punti e ci mancheranno più avanti, ma vogliamo dimostrare di poter giocare in quella coppa anche il prossimo anno. Bisogna reagire subito, prima col Barça e poi con la Lazio». Due sfide da giocare all’Olimpico (anche se il derby tecnicamente sarà in trasferta), lo stadio in cui in Champions la Roma non ha mai preso gol, vincendone tre su quattro, mentre in campionato è stata sconfitta sei volte, seconda peggior striscia della sua storia. La domanda che i romanisti si fanno, adesso, è quale squadra scenderà in campo martedì e domenica. E la sensazione, vedendo i giocatori sfilare via a testa bassa lasciando lo stadio, è che non lo sappiano neppure loro.










