
Uno stadio così non si vedeva da una vita, mai come ieri sera il popolo romanista ha svolto il pesante ruolo di dodicesimo uomo. Ci hanno creduto quasi più loro che la squadra, sempre fedeli al diktat della vigilia di Di Francesco che chiedeva ai suoi di crederci. Perché i miracoli avvengono, eccome. Una sola squadra in campo dall’inizio alla fine che ha costruito mattone su mattone un capolavoro partito da lontano, dal coraggio di Di Francesco che cambia modulo, sperimenta, dà fiducia a uomini che in molti davano per morti e viene ricompensato dalla Roma perfetta. Spariglia le carte in tavola per dare meno punti di riferimento e provare il colpaccio: manda in campo una squadra con una difesa a tre, ripesca Juan Jesus contro tutto e tutti, mette Kolarov e Florenzi alti a centrocampo, in mezzo i due mediani De Rossi (monumentale) e Strootman con Nainggolan a giocare dietro l’insolita coppia d’attacco Dzeko-Schick. Bene, questa squadra travolge letteralmente il Barcellona che fa tre tiri in porta in tutta la partita (due su punizione) e torna a casa: meritatamente. Vantaggio di Dzeko che fa un capolavoro difendendo il pallone e resistendo al ritorno di Jordi Alba sul lancio profondo di De Rossi, poi lo stesso capitano sul dischetto (fallo di Piqué sempre sul bosniaco) prepara il colpaccio finale che porta la firma di Manolas: «spizzata» di testa imprendibile sull’angolo di Under appena entrato e 3-0. Roma in semifinale, Barcellona eliminato così come era successo al Chelsea nella fase a gironi e tutti a casa.
Ora occhi puntati sul derby che sarà un’altra battaglia, ma che per una sera i tifosi romanisti tengono chiuso nel cassetto. Perché prima c’è il sorteggio di Nyon in programma venerdì alle ore 13, perché a questo punto sognare è lecito e questa Roma può arrivare ovunque. Incredibile ma vero. Si giocherà il 24 o 25 aprile la gara d’andata il primo o 2 maggio quella di ritorno e poco importa se dall’altra parte potrebbe esserci una squadra dove gioca un certo Salah (ieri ennesimo gol ammazza-City: altro flop della stagione trai top team) e che si chiama Liverpool: gli spettri un attimo si rianimano, perché la storia non dimentica. I tifosi nemmeno… hai visto mai!?










