
La Juve può rischiare qualcosa sportivamente? “La Juve può rischiare una multa fino a 50.000 euro per aver ceduto i biglietti a credito. I gruppi ultras pagavano solo dopo aver incassato i soldi. Non so se sia possibile arrivare alla chiusura delle curve o alle partite giocate in altri stadi. Probabilmente non si andrà a togliere punti al club. Dal punto penale il 23 marzo iniziano le udienze preliminari. Finora, in molti processi contro gli ultras, si è costituita parte civile. Lo ha fatto anche nel caso della bomba carta. Fu individuato un cane sciolto, non appartenente a gruppi ultras, e la Juve ha chiesto un risarcimento alla società in quanto danneggiata in termini di immagine. La Juve si costituirà parte civile. Da questa indagine chiamata ‘Alto Piemonte’ prende spunto l’azione della commissione parlamentare anti-mafia che approfondirà i legami tra gli ultras e la criminalità organizzata. A Torino, negli ultimi anni, ci sono stati molti episodi simili. Possiamo ritenere che non sia l’unico caso in Italia, immaginiamo che anche a Roma e Napoli ci siano fatti del genere”.
C’è una corrente di pensiero secondo cui la posizione di Agnelli non sarebbe così forte di fronte al cda Juve. La notizia è stata fatta uscire per indebolirlo? “La notizia è uscita oggi perché il lavoro di studio sugli atti è andato avanti da giorni. L’indagine penale è stata chiusa a metà novembre, gli avvocati hanno iniziato a fare le copie degli atti successivamente, a dicembre. Poi c’è stato di mezzo Natale. Al rientro ci siamo messi al lavoro. Nello stesso momento la Procura finiva i suoi accertamenti, quindi solo nelle ultimissime settimane si è composto questo quadro”.
Agnelli potrebbe dimettersi, in caso di risvolte inquietanti? “Al momento lui ha consegnato una memoria agli investigatori che riepiloga quanto fatto dal club per tenere a bada gli ultras. Potrebbero esserci multe salate”.










