
Quando hai saputo che avresti giocato contro il Real Madrid? “Che avrei giocato, l’ho saputo la mattina quando c’era la riunione tecnica, il mister mi ha preso da parte e mi ha detto che era giunto il mio momento. Non me lo aspettavo minimamente. La cosa più difficile è stata preparare la partita. Alle 11 ho saputo che avrei giocato, e la partita era alle 21. Tutto il giorno a pensare che la sera avrei giocato contro dei campioni che fino a pochi giorni prima usavo alla PlayStation”.
Com’é il salto dalla Primavera alla Champions League? : “Il problema a un livello così è che è tutto ridotto. Il tempo è ridotto e lo spazio è ridotto. Devi pensare la giocata prima e il contrasto fisico è differente. Il salto è grande”.
Come è andato il passaggio alla Roma?: “Non ci ho pensato due volte a dire di sì e la trattativa si è conclusa in una settimana. Il mio volere era forte, come quello della società, quindi ero e sono contentissimo”. A Trigoria ha potuto incontrare e lavorare con diversi campioni: “De Rossi, Dzeko e Kolarov sono giocatori di un altro livello. È un onore allenarmi con loro”.










