L’allenatore della Roma, Gian Piero Gasperini, al termine della partita contro l’Atalanta, ha rilasciato alcune dichiarazioni al riguardo:
SKY Avete concesso solo due tiri nello specchio all’Atalanta: che giudizio dà alla prestazione della Roma? E che idea si è fatto sull’episodio del gol, molto contestato? “Non ho ancora avuto modo di rivedere l’azione, quindi il giudizio è basato su quello che ho visto dalla panchina. C’è stato sicuramente dispiacere per aver preso un gol così, soprattutto dopo che eravamo riusciti a creare due occasioni importanti per andare in vantaggio. Siamo partiti bene contro una squadra molto forte, come sapevamo fosse l’Atalanta. Al di là delle statistiche, sono comunque contento della mole di gioco e delle opportunità create”.
La Roma ha fatto la sua partita, ma è mancato qualcosa per portare a casa il risultato? “Abbiamo fatto una gara difficile contro un avversario di grande livello, che non ti concede nulla. Forse potevamo dare qualcosa in più in alcuni momenti, ma va considerata anche la forza fisica e la qualità dell’Atalanta”.
Potevano dare di più Ferguson e Dovbyk? “Non è facile, ci sono avversari forti e fisici. Sto vedendo adesso il gol di Scalvini, mi sembra abbastanza discutibile… Abbiamo fatto la nostra partita e abbiamo creato più situazioni pericolose dell’Atalanta. Peccato non aver concretizzato. Queste gare viaggiano sugli episodi e stasera non sono stati a nostro favore”.
Il rimpianto più grande è l’occasione nata dall’errore di Ederson, con Dybala che forse in passato avrebbe fatto una scelta diversa? “È difficile dirlo così ed è anche un po’ ingeneroso. Queste situazioni si possono sbagliare anche a venti o a venticinque anni, non è una questione di età. È stata un’occasione importante, poi c’è stata anche la parata successiva e altre situazioni in cui ci siamo presentati bene. È stata una partita dura, combattuta, bella da giocare. Abbiamo avuto anche delle occasioni per pareggiare, ma abbiamo affrontato una squadra costruita negli anni, molto solida e molto forte. L’Atalanta è una squadra che gioca la Champions, è arrivata terza in campionato l’anno scorso e stasera ha dimostrato di essere ancora molto forte”.
La Roma sembra non avere mezze misure: o vince o perde. È un limite del percorso o una caratteristica della squadra? “Sicuramente è anche un caso, perché le partite sono tante. È vero che quando andiamo in svantaggio, come stasera, andiamo molto vicini al pareggio ma non riusciamo a raggiungerlo, mentre quando andiamo in vantaggio spesso vinciamo. Dopo diciotto partite è una caratteristica abbastanza evidente, ma questo fa parte del percorso di crescita. C’è ancora margine per migliorare e per far crescere questa squadra e questa società”.
DAZN Le chiedo il suo giudizio sulla prestazione della Roma di stasera, perché le occasioni per pareggiarla le avete avute, contro una squadra che era molto in forma ed evidentemente di grande valore. Dal suo punto di vista, come ha giocato la Roma questa sera? “Abbiamo fatto un’ottima gara. Purtroppo abbiamo preso un gol sul quale, dal campo, era difficile intervenire, anche se i giocatori erano molto certi di questo; poi, rivedendo le immagini, è assolutamente inspiegabile per quelle che sono le regole del VAR in questo momento. Abbiamo giocato contro una squadra molto forte e noi siamo stati comunque all’altezza. Non siamo riusciti a segnare nemmeno nel primo tempo. Il gol è assurdo non è possibile il VAR di fronte a queste immagini, perché addirittura con la lente è esattamente inspiegabile, addirittura col braccio è assolutamente inspiegabile per quelli che sono i regolamenti. Si possono fare degli errori leggeri, sono stati tre minuti fermi: chiaramente dal campo è difficile, però così non c’è spiegazione. Poi ci vengono a dire il braccio, le cose, ce la rigirano, e sennò si cambia opinione e si cambia regolamento ogni volta”.
C’è stato un confronto a caldo, qualche spiegazione o analisi? È stato detto qualcosa, anche solo per aggiungere un elemento, visto che qui in studio se n’è parlato a lungo? “Noi non abbiamo i mezzi in panchina, quindi ci affidiamo e ci fidiamo giustamente di quelli che sono gli organi preposti a giudicare. Poi ci sono delle cose che effettivamente sono difficili da valutare, ma non questa. Questa è di un’assurdità senza precedenti. Ci sono due aspetti evidenti: uno, le mani addosso al portiere; l’altro, il braccio con cui viene toccata la palla. Quindi non è neanche una sola cosa, è assolutamente inspiegabile”.
Un episodio del genere, secondo lei, è entrato nella testa dei giocatori e ha cambiato la partita dal punto di vista emotivo? “No, no. Poi giochi e continui a giocare, che discorsi sono? I giocatori poi hanno fatto la partita. L’Atalanta è una squadra forte, lo abbiamo detto, noi abbiamo avuto le nostre occasioni e non siamo riusciti a pareggiare. Abbiamo sofferto contro una squadra che ha giocato una gara di grande generosità e di grande forza fisica, quindi è stata una bella partita. Però questa roba qua non esiste, è inspiegabile: è una situazione sulla quale non c’è commento”.
Novanta minuti così, caldi, intensi, pieni di adrenalina: abbiamo visto anche uno scambio con l’altra panchina. Come si inseriscono questi novanta minuti dentro nove anni? “Novanta minuti sono un’altra cosa. Io li ho giocati per la mia squadra, giustamente, e ognuno tira l’acqua al proprio mulino, cerca di fare il massimo per la propria squadra: questo fa parte del calcio ed è giusto che sia così. Poi si può non essere d’accordo su alcune situazioni: ad esempio questo è un fallo clamoroso su Mancini, è un’ancata con un fallo che l’arbitro giudica giustamente fallo. Ma al di là di queste situazioni di gara, che come finiscono finiscono, anche con Palladino è finita lì. Ma certo, non è che le cose vadano avanti. Ognuno in partita fa per la propria squadra, con le proprie idee, con quello che vede. Dopo la partita, però, le cose finiscono lì. Il gol no: il gol è una cosa che ha determinato comunque il risultato. Poi non so se l’Atalanta avrebbe potuto vincere lo stesso, se potevamo vincere noi o pareggiare, non lo so, però questa roba determina qualcosa che nel calcio non ha più senso”.
CONFERENZA STAMPA Il contatto Scalvini-Svilar? “Ho già detto abbastanza e confermo quello che ho detto. Chiaramente non avevo rivisto le immagini prima ed è una situazione al Var che non si può vedere in campo, anche se i giocatori se ne erano accorti. È una situazione molto limpida che non si può cambiare con delle condizioni diverse. È andata così, pazienza. Ma ripone di nuovo grossi dubbi su questo Var”.
La Roma in svantaggio inizia ad essere anche un limite mentale secondo lei? “No, perché abbiamo giocato contro una squadra forte e non era facile perché è fisica, riparte veloce anche con qualità, dietro è nelle primissime. L’anno scorso è arrivata terza e ha quel valore di sicuro, è una rosa completa con cambi e con tutto quello che serve per essere di livello. Abbiamo fatto la nostra partita, creando anche delle situazioni. A questa squadra non ne crei 10. Forse le migliori occasioni le abbiamo create noi, anche sullo 0-0. È stata una partita difficile, molto combattuta, con momenti buoni da una parte e dall’altra, e credo sia stata un’ottima gara”.
Lei ha sempre parlato di un campionato equilibrato, che prospettive intravede per le due squadre? “L’Atalanta è una squadra di assoluto livello, ha venduto Retegui ma ha recuperato Scamacca, ha delle risorse enormi, è partita male in campionato ma non significa che non sia da primi posti come sta facendo in Champions. Nella Roma abbiamo cominciato questo percorso da qualche mese, deve assolutamente prendere lezioni da queste partite per diventare più forte e crescere, per posizionarsi nelle posizioni in cui da tanti anni non riesce a stare”.
La mossa di Zalewski dietro alle punte l’ha spiazzata o se l’aspettava? “No, era tra quelle che ci aspettavamo. Nel primo tempo abbiamo sofferto molto sulle fasce, nel secondo è andata meglio anche con l’ingresso di Wesley e Mancini centrale ha dato sicurezza. Mancini è un grande giocatore, non ha più nessun tipo di atteggiamento provocatorio o negativo, è una risorsa per il calcio italiano sia per come difende sia per come gioca. Non c’entra niente con il giocatore che a volte è stato provocatorio. Anche questa sera è stato bravissimo. Portando Celik, che è più dinamico, in difesa siamo migliorati anche sull’esterno. La Roma non esce ridimensionata, semmai è una gara che può insegnare tantissimo a tutti quanti”.
L’accoglienza? “La gara giustamente deve riguardare i 90 minuti, ognuno sostiene al massimo la propria squadra. Ringrazio per l’ennesima volta, sarò sempre grato a questa gente e anche lo striscione di questa sera è così. Mi dispiace per quello comparso in Curva Sud, mi dispiace per il finale ma il finale non poteva essere diversamente. Ho sempre lavorato per squadra e società. È vero che il finale è stato improvviso ma è vero che il campionato era finito. Quello che abbiamo fatto rimane”.
FONTE: Sky / DAZN / Redazione Tuttoasroma











